La vita non segue linee rette, nel deserto


Due ore di volo, innumerevoli tentativi di vendita rifiutati, dodici ore di pullman con due sole soste di dieci minuti, due ore di camminata in mezzo alla bufera di sabbia…Però poi, eccolo lì: il deserto del Sahara.
Il Sahara è un oceano d’oro che ti pervade mente, cuore, anima. Ti permette di scalare le sue dune altissime, e di scendere, poi, affondando lentamente, gentilmente i tuoi piedi nei loro fianchi, uno dopo l’altro, come un bambino con le mani nella farina. Oppure ti puoi semplicemente lasciare andare, abbandonandoti al suo abbraccio, e puoi restare disteso ammirando il cielo infinito davanti i tuoi occhi.
Nelle notti di luna piena si trasforma in una distesa di neve fresca, soffice ed immacolata, che risplende e riflette il colore della luna. Nessuno potrà contare il numero di stelle visibili nel deserto.
Può succedere di avvertire all’improvviso un forte senso di solitudine che si traduce in un grande buco nero al centro dello stomaco, ma il vento, con la sua instancabile forza, è pronto a colmarlo e riempire ogni cosa di energia nuova. Il vento nel deserto non guarda in faccia nessuno. Lui soffia, trascinando con sé tutto ciò che non riesce a resistergli cancellando ogni orma e ogni segno di avvenimenti passati.
Il vento rende il deserto un luogo senza tempo. Non ha importanza il numero di zoccoli di cammello che lo hanno attraversato. A lui non interessano le tracce dei pali piantati per costruire accampamenti abitati da umani. Il vento del deserto cancellerà ogni traccia, ogni sbaglio, ogni vicissitudine. Nel deserto è possibile ricominciare e riscostruire giorno dopo giorno.
Il deserto ti insegna che non è possibile percorrere linee rette, la bellezza sta nel salire e scendere le dune, a volte girarci attorno. Allo stesso modo le nostre vite non sono formate da linee rette e non c’è nulla di sbagliato se scegliamo di percorrere una strada piena di curve. Noi stessi non siamo fatti di linee rette e non siamo nati per diventarlo. Nella danza classica le ballerine vengono valutate sulla base della loro adesione ad un modello lineare. “Guarda che belle linee ha quella ragazza” si sente ripetere. Si lavora sodo, tendendo alla perfezione e cercando di raggiungerla.
Retto è anche il percorso di vita che è stato proposto alla maggior parte di noi: scuola, università, lavoro, famiglia, pensione. Se, però, il modello lineare è l’unico che ci viene proposto come auspicabile, sforzarsi di aderirvi a tutti i costi può far nascere un forte sentimento di inadeguatezza.
Una sola ricetta per la felicità, miliardi di persone diverse. Per alcuni funziona, per altri no.
Nel deserto non è necessario e nemmeno possibile percorrere un percorso lineare per giungere alla propria destinazione. Per raggiungere la propria meta, è sufficiente avere ben chiaro il proprio obiettivo.

Vanessa

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *